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Firenze, Pil in crescita e export stabile: il gas è la nuova minaccia per le imprese

La Camera di Commercio di Firenze commenta i dati Istat: Pil fiorentino rivisto al +0,8%, export stabile ma pesa il rincaro del gas naturale.

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Foto Sailko / Wikimedia Commons, CC BY 3.0
In breve
  • Pil fiorentino rivisto al +0,8% dal +0,5% precedente
  • Export dei primi due trimestri 2026 a 16,4 miliardi di euro (+3,3%)
  • Il farmaceutico pesa per il 54,5% dell'export provinciale
  • Il rincaro del gas naturale, tornato ai livelli del 2022, è indicato come la principale minaccia per le imprese

La Camera di Commercio di Firenze ha illustrato e commentato i dati Istat diffusi tra venerdì e lunedì scorsi, rielaborati dal proprio Ufficio studi, che riguardano l'andamento del Pil e dell'export dell'area fiorentina nel primo semestre 2026.

Secondo quanto riferito da Giuseppe Salvini, segretario generale della Camera di Commercio di Firenze, le previsioni di crescita del Pil fiorentino sono state riviste al rialzo, dallo 0,5% allo 0,8%. L'export tiene nonostante l'esaurirsi dell'effetto "frontloading" (la corsa ad esportare nella prima metà del 2025 per anticipare i dazi annunciati dagli Stati Uniti) e il perdurare della crisi internazionale.

I numeri dell'export

Il valore esportato dalla Città Metropolitana di Firenze nei primi due trimestri del 2026 raggiunge 16,4 miliardi di euro, con una crescita tendenziale del +3,3% e un dato annualizzato di oltre 35 miliardi di euro. Il comparto farmaceutico, con quasi 9 miliardi di euro esportati nel semestre, copre ora il 54,5% dell'intero export provinciale. Al netto del farmaceutico, l'export fiorentino risulta pressoché stabile, intorno a 7,4 miliardi nel semestre. La produzione manifatturiera nei primi due trimestri 2026 segna un +1%.

La minaccia del gas

Secondo Salvini, la principale incognita per l'economia fiorentina non è più il petrolio ma il gas naturale, il cui prezzo ha toccato i massimi dal 2022. "È un salasso: le aziende temono il raddoppio dei costi di produzione", ha dichiarato. L'Italia dipende dal gas per il 39% del proprio fabbisogno energetico, contro una media europea del 23%. Salvini avverte che se le tensioni nel Golfo dovessero coinvolgere anche il metano, oltre al petrolio, la posizione italiana si differenzierebbe in misura rilevante rispetto al resto dell'Unione Europea, con conseguenze dirette sulla competitività delle imprese manifatturiere.

A pesare ulteriormente è l'inflazione, che ad agosto ha toccato il picco del 3,3%, con circa il 40% della spesa dei fiorentini esposta a rincari su alimentari, abitazioni e trasporti.

Il 45% dell'export fiorentino è diretto verso mercati considerati instabili. Per questo, spiega Salvini, la Camera di Commercio sta sostenendo le imprese nella diversificazione degli sbocchi commerciali, anche attraverso eventi internazionali come quello in corso a Taipei, dove PromoFirenze ha accompagnato sei aziende della pelletteria, oltre alla consulenza dell'ExportHub camerale e ai contributi per l'internazionalizzazione.

Fonte: Camera di Commercio di Firenze

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