Pesce del Padule di Fucecchio: le specie tradizionali e dove scoprirle
Anguilla, tinca e luccio sono i pesci storici della più grande palude interna italiana. La guida con la tradizione ittica e il Centro di Ricerca del Padule.

- <parameter name="item">Luccio
- tinca e anguilla sono le specie ittiche storicamente più tipiche del Padule di Fucecchio
Il Padule di Fucecchio, la più grande palude interna d'Italia con i suoi 1.800 ettari divisi tra le province di Firenze e Pistoia, conserva da secoli una tradizione legata alla pesca d'acqua dolce. Le specie storicamente più legate a questo ambiente umido sono il luccio, la tinca e l'anguilla, come ricorda la Riserva Naturale descrivendo l'ecosistema del Padule.
Le specie storiche: luccio, tinca e anguilla
Le fonti che descrivono la Riserva Naturale sono concordi: la fauna ittica, sia pure impoverita rispetto al passato, annovera ancora le specie più tipiche di questi ambienti, come il luccio, la tinca e l'anguilla, oltre ad un ben più elevato numero di pesci introdotti. Nel passato l'elenco delle specie pescate era più ampio: tra la fauna ittica storica del Padule si ricordano anche lucci, anguille, tinche, reine, cheppie, scalbatre e lasche, anche se oggi l'inquinamento ne ha ridotto in alcuni casi la presenza.
Secondo una ricostruzione pubblicata da Arga Toscana, negli ultimi decenni l'habitat del Padule ha subito trasformazioni rilevanti: si pesca ancora, ma la tinca da venti anni non c'è più, il luccio da quindici, sparito il pesce gatto. Lo stesso articolo segnala la comparsa di specie alloctone che competono con quelle autoctone, come il gambero della Louisiana e il pesce gatto americano.
Il ruolo delle piante acquatiche
La sopravvivenza di tinca e luccio nel Padule è legata anche alla salute delle praterie sommerse. Il Centro di Ricerca ha spiegato come la presenza di queste piante ha una influenza elevatissima su molte altre componenti biotiche dell'ecosistema palustre: dagli invertebrati acquatici a pesci come la tinca ed il luccio, che prediligono gli habitat costituiti da praterie sommerse di miriofilli e altre specie acquatiche, oggi in declino per cause di origine antropica.
Il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio
Punto di riferimento per chi vuole conoscere la storia ittica e naturalistica dell'area è il Centro RDP del Padule di Fucecchio, associazione onlus composta da rappresentanti di enti pubblici e di associazioni che ha lo scopo di promuovere la conservazione e la valorizzazione delle qualità storiche, ambientali e naturalistiche del Padule di Fucecchio e delle aree umide vicine. Il Centro partecipa alla gestione della Riserva Naturale e organizza visite guidate ed eventi di divulgazione, ed è ospitato presso il Centro Visite di Castelmartini, in via Don Franco Malucchi 115, nel comune di Larciano (Pistoia).
La pesca nell'area contigua alla Riserva
Nell'area contigua alla Riserva Naturale ricadente in provincia di Firenze, la pesca dilettantistica è regolata da un apposito regolamento approvato dalla Consulta per la Riserva Naturale il 17 luglio 2006. Il testo prevede che per le specie Luccio e Tinca il numero massimo di esemplari prelevabili giornalmente per pescatore è di due soggetti, con l'obbligo di rilascio immediato degli esemplari catturati oltre il limite consentito.
Una tradizione secolare
La pesca nel Padule affonda le radici nel Medioevo. Come ricordato in un incontro promosso dal Centro RDP, fin dal primo Medioevo sono reperibili notizie sulle due principali attività tradizionali che hanno segnato la storia del Padule di Fucecchio: la caccia e la pesca, pratiche che richiedevano una particolare conoscenza del territorio, delle abitudini degli animali e di tutti i congegni utilizzati. La pesca si avvaleva di tecniche diverse, tra reti, lenze e postazioni fisse lungo i canali.
Chi vuole approfondire la storia e l'attualità della fauna ittica del Padule può rivolgersi al Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione, che organizza periodicamente visite guidate ed eventi aperti al pubblico nella Riserva Naturale.




