Arno, completate le difese anti-piena sui lungarni fiorentini
Inaugurato il sistema di panconi modulari sul lungarno Acciaiuoli, ultimo tassello di un piano da 15 milioni di euro su oltre 4,5 km di sponde.

- Intervento da 15 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr
- Coinvolti oltre 4,5 chilometri di sponde urbane dell'Arno
- Panconi rimovibili installabili in meno di 8 ore in caso di piena
- Sistema pensato per portate fino a 3.500 metri cubi al secondo sotto Ponte Vecchio
A sessant'anni dall'alluvione del 1966, Firenze completa il proprio sistema di difesa dalle piene dell'Arno con l'inaugurazione, avvenuta questa mattina, del dispositivo di protezione sul lungarno Acciaiuoli, tra Ponte Vecchio e ponte Santa Trinita. La presentazione è stata fatta dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, alla presenza dell'assessora alla Protezione civile del Comune di Firenze Laura Sparavigna e della soprintendente Antonella Ranaldi, insieme al personale del Genio civile e della Protezione civile regionale, della Città Metropolitana e del Dipartimento nazionale di Protezione civile.
Un investimento da 15 milioni su tre lungarni
L'intervento sul lungarno Acciaiuoli interessa circa 230 metri e prevede l'utilizzo di panconi modulari delle dimensioni di due metri per 70 centimetri, da installare in occasione degli eventi di piena che ne richiedano l'attivazione. Si tratta di strutture rimovibili, montate soltanto quando le previsioni indicano l'arrivo di un evento significativo, in modo da non alterare permanentemente l'aspetto di uno dei tratti più noti del centro storico. Il sistema di monitoraggio consente di individuare una piena con largo anticipo, mentre la Protezione civile può completare il montaggio delle paratie in tempi rapidi.
Il piano complessivo, finanziato con risorse del Pnrr per circa 15 milioni di euro, ha coinvolto complessivamente oltre quattro chilometri e mezzo di sponde urbane. Oltre all'Acciaiuoli, sono stati realizzati interventi analoghi sul lungarno delle Grazie, dove è previsto l'impiego di panconi modulari delle dimensioni di 2 metri per 1 metro, con strutture installate mediante un sistema di puntoni progettato per contrastare le spinte perpendicolari esercitate dall'acqua durante gli eventi di piena. Sul lungarno Diaz, invece, non è stato necessario prevedere l'utilizzo dei panconi in quanto le quote esistenti consentono già il raggiungimento della necessaria chiusura idraulica, mentre è stato adeguato il cancello stagno nella zona della discesa dei Canottieri.
Le dichiarazioni
Nel corso della cerimonia, il presidente Giani ha sottolineato che con le nuove paratie "c'è un metro in più di tenuta, ed un metro conta", definendo l'operazione "un intervento decisivo, che con 15 milioni mette in sicurezza l'Arno nel suo passaggio da Firenze". La soprintendente Ranaldi ha evidenziato come le paratie vengano installate solo in caso di urgenza e quindi l'intervento non modifichi lo stato dei luoghi, ricordando che proprio sul lungarno Acciaiuoli nel 1966 le spallette si ruppero a causa dell'impeto dell'acqua, punto in cui l'Arno si restringe.
Il quadro complessivo della sicurezza idraulica
Il nuovo assetto si integra con il protocollo di gestione dell'invaso di Bilancino e con il sistema delle casse di espansione dell'Arno, tra cui quella già attiva a Pizziconi e quella in realizzazione a Prulli. L'obiettivo complessivo è consentire il transito in sicurezza di portate fino a 3.500 metri cubi al secondo sotto le arcate di Ponte Vecchio.



