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Firenze aderisce al manifesto contro il tetto del 30% di alunni stranieri

Il Comune di Firenze sostiene il manifesto nato a Bologna contro il limite del 30% di alunni stranieri nelle classi previsto dal decreto scuola.

Firenze aderisce al manifesto contro il tetto del 30% di alunni stranieri
Foto Txllxt TxllxT / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il Comune di Firenze aderisce al manifesto lanciato a Bologna da assessori di varie città italiane
  • L'assessora Benedetta Albanese: l'inclusione non si governa con una soglia percentuale
  • Il decreto del governo introduce dal 2027/2028 un tetto del 30% nelle classi prime
  • A Firenze da anni sono attivi centri di alfabetizzazione con risorse comunali

Il Comune di Firenze ha aderito al manifesto promosso da diverse città italiane che si oppone al tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi, misura introdotta dal decreto legge sulla scuola approvato dal governo. Lo comunica l'assessora all'Educazione del Comune di Firenze, Benedetta Albanese.

"Aderiamo convintamente al manifesto partito da Bologna perché la scuola non può essere il luogo dei tetti: non divide e non esclude, ma è e deve essere sempre di più il luogo in cui ci si adopera affinché ogni bambina e ogni bambino possa imparare e crescere insieme agli altri", ha dichiarato Albanese.

La posizione del Comune

Secondo l'assessora, la scuola è il luogo in cui si costruiscono legami, inclusione e cittadinanza, un messaggio importante che arriva direttamente dalle comunità scolastiche e che l'amministrazione condivide. È questa la strada: investire sulla conoscenza della lingua, sulla mediazione culturale, sul lavoro degli insegnanti e sui servizi nei territori. L'inclusione non si governa con una soglia percentuale, ma si costruisce ogni giorno dando alle scuole gli strumenti per fare bene il proprio lavoro. Albanese ha aggiunto di voler ringraziare le scuole fiorentine che in questi giorni, con diverse iniziative, hanno ribadito il principio secondo cui la scuola è aperta a tutti. L'assessora ha infine chiesto al Governo di investire su questi strumenti piuttosto che su misure che, a suo avviso, non rispondono ai bisogni reali delle classi.

Il manifesto e il decreto del governo

Il documento è nato a Bologna durante un convegno nazionale, con le prime adesioni di alcune città italiane, e si sta diffondendo in altre amministrazioni locali. La misura contestata deriva dal decreto legge sulla scuola varato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre scorso, che introduce a partire dall'anno scolastico 2027/2028 un limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi prime, con criteri differenziati tra primaria e secondaria legati alla nascita in Italia o agli anni di frequenza scolastica.

L'assessora ha ricordato che a Firenze da anni sono attivi centri di alfabetizzazione finanziati con risorse comunali, in collaborazione con le scuole, per valutare le competenze linguistiche degli alunni e costruire percorsi di supporto dedicati.

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