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Fiesole celebra l'82° anniversario dei tre carabinieri martiri

Cerimonia a Fiesole per Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, fucilati nel 1944 per salvare dieci ostaggi.

Fiesole celebra l'82° anniversario dei tre carabinieri martiri
Foto Sailko / Wikimedia Commons, CC BY 3.0
In breve
  • Commemorazione dei tre carabinieri fucilati dai tedeschi il 12 agosto 1944
  • Il loro gesto salvò la vita di dieci civili tenuti in ostaggio
  • Messa in cattedrale, corteo e deposizione corona al Parco della Rimembranza
  • Interventi del Comandante della Legione Solazzo e della sindaca Cristina Scaletti

Fiesole ha celebrato questa mattina l'82° anniversario del sacrificio dei tre carabinieri martiri Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, uccisi dalle truppe tedesche il 12 agosto 1944. La cerimonia si è svolta alla presenza di autorità civili e militari, familiari dei caduti, cittadini e studenti delle scuole del circondario.

I tre carabinieri, allora appena ventenni, non esitarono a consegnarsi alle truppe tedesche sapendo che sarebbero stati fucilati, e il loro gesto riuscì a salvare la vita di dieci civili tenuti in ostaggio e vittime di una rappresaglia.

La giornata si è aperta con la Santa Messa nella cattedrale di San Romolo, officiata dal Vescovo di Fiesole monsignor Stefano Manetti e dal Capo Servizio Assistenza Spirituale della Legione don Pietro Folino Gallo. È seguito un corteo fino al Colle San Francesco, dove nel Parco della Rimembranza è stata letta la motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria dei tre carabinieri. Il Comandante della Legione, generale Pierluigi Solazzo, e la sindaca di Fiesole Cristina Scaletti hanno deposto una corona d'alloro al monumento dedicato, mentre gli onori militari sono stati resi da un picchetto e dalla Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze.

Nel suo intervento il generale Solazzo ha ricordato il valore del gesto dei tre militari, sottolineando come "scelsero di consegnarsi ai loro aguzzini per impedire che venissero uccisi gli ostaggi che erano stati affidati alla loro protezione" e definendo il loro sacrificio una scelta consapevole, non solo un atto di coraggio.

La sindaca Scaletti, rivolgendosi direttamente agli studenti presenti, ha affermato che "oggi la memoria di Alberto, Vittorio e Fulvio non è una ricorrenza da consumare sul calendario", collegando il sacrificio dei tre martiri alle guerre attuali, dall'Ucraina al Medio Oriente, fino alle tensioni in Iran. La prima cittadina ha richiamato anche la recente reintroduzione dei controlli ai confini tra Italia e Spagna, definendola una ferita allo spirito di Schengen, e ha messo in guardia dai rischi del nazionalismo per la democrazia. Rivolgendosi ai più giovani, ha invitato a "proteggere la propria capacità di sentire" di fronte all'indifferenza quotidiana, ricordando che oggi non è richiesto il sacrificio estremo ma "l'eroismo della responsabilità quotidiana".

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