CPR in Toscana, scontro politico: Forza Italia propone Sesto Fiorentino
Dopo l'annuncio del ministro Piantedosi su un nuovo CPR in Toscana, centrodestra e centrosinistra si dividono su Sesto Fiorentino come sede.

- Il PD cita dati 2025: solo un trattenuto su quattro viene effettivamente rimpatriato
L'annuncio del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sulla realizzazione di sei nuovi Centri di Permanenza per i Rimpatri in Italia, uno dei quali destinato alla Toscana, ha riacceso lo scontro politico regionale, con Forza Italia che indica in Sesto Fiorentino la sede ideale e la Regione, guidata dal presidente Eugenio Giani, che si oppone con fermezza.
La proposta di Forza Italia su Sesto Fiorentino
Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Marco Stella, ha proposto di localizzare il CPR toscano a Sesto Fiorentino, indicando come motivazioni la disponibilità di aree isolate e periferiche ma al tempo stesso centrali nella geografia regionale, i collegamenti con autostrade, aeroporto e stazione ferroviaria, e la vicinanza alle sedi delle forze dell'ordine. Stella accusa Giani di opporsi al CPR solo per assecondare le tensioni interne alla maggioranza di centrosinistra, richiamando il dato di Firenze seconda città italiana per reati denunciati in rapporto alla popolazione, con 6.507 reati ogni 100mila abitanti, dietro solo a Milano.
Il caso della Dogaia e le interrogazioni di FdI
Lo scontro si è intrecciato con il caso esploso nel carcere La Dogaia di Prato, dove è stato rinvenuto e sequestrato, negli uffici del medico di guardia, un presunto "vademecum" manoscritto con indicazioni ai sanitari sulle modalità per certificare condizioni di salute tali da impedire il trasferimento di detenuti stranieri nei CPR. Secondo Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, e l'eurodeputato Francesco Torselli, il documento rivelerebbe un sistema organizzato analogo a quello su cui indaga la Procura di Ravenna. Il deputato Francesco Michelotti ha depositato il 5 ottobre un'interrogazione parlamentare ai ministri dell'Interno e della Salute, mentre a Prato FdI ha presentato un ordine del giorno per sollecitare la realizzazione della struttura in Toscana.
La posizione del PD e della Regione
Il deputato e segretario del PD di Prato, Christian Di Sanzo, cita dati 2025 secondo cui solo un trattenuto su quattro viene effettivamente rimpatriato, sostenendo che la detenzione amministrativa, che può durare fino a 18 mesi, si rivela inefficace quando manca la cooperazione con i Paesi d'origine. Di Sanzo richiama inoltre l'obbligo di legge per il ministro dell'Interno di consultare il presidente della Regione prima di procedere. Giani ha ribadito il rifiuto della Regione, sostenendo che forzare la mano contro i territori produce solo scontro istituzionale e non sicurezza, puntando invece su potenziamento degli organici delle forze dell'ordine e accordi internazionali di rimpatrio.




