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Museo storico della caccia e del territorio a Cerreto Guidi: cosa vedere nella villa medicea

Guida alla Villa Medicea di Cerreto Guidi e al museo della caccia: storia, collezioni, il mistero di Isabella de' Medici, orari e biglietti aggiornati.

Museo storico della caccia e del territorio a Cerreto Guidi: cosa vedere nella villa medicea
Foto sailko / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • La villa fu costruita da Cosimo I de' Medici tra il 1564 e il 1567 come residenza di caccia
  • Vi morì Isabella de' Medici nella notte tra il 15 e il 16 luglio 1576
  • Dal 2002 ospita il Museo storico della caccia e del territorio con armi dei secoli XVII-XIX
  • Aperta da martedì a domenica, biglietto intero 8 euro

Nel cuore di Cerreto Guidi, in provincia di Firenze, la Villa Medicea domina il paese dall'alto di un poggio e ospita al suo interno il Museo storico della caccia e del territorio. È una delle dodici ville medicee e giardini dichiarati dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell'Umanità nel 2013, come indica la scheda ufficiale del museo su Firenzecard.

Storia della villa: da Cosimo I ai Lorena

La costruzione dell'edificio, impiegando i materiali della diroccata Rocca dei conti Guidi e della seconda cerchia di mura, fu condotta, secondo quanto si evince dai documenti, tra il 1564 ed il 1566 quando l'edificio citato come "murato di nuovo". La villa fu voluta da Cosimo I de' Medici come residenza di caccia, vista la vicinanza alla riserva di caccia del Barco Reale, e come presidio di controllo sul territorio circostante, in particolare sul Padule di Fucecchio, come riporta Firenzecard, che attribuisce i lavori a Davide Fortini e, in seguito, ad Alfonso Parigi il Vecchio.

Dopo i Medici, la proprietà passò a più rami della famiglia: all'epoca la villa apparteneva a don Giovanni de' Medici, fratello di Isabella, il quale alla sua morte nel 1621 lasciò le sue proprietà al nipote don Lorenzo de' Medici; dopo la scomparsa di don Lorenzo, senza figli, la villa passò al fratello granduca Cosimo II, che la donò al figlio cardinale Leopoldo de' Medici nel 1671. Con l'estinzione della casata medicea la villa passò ai Lorena, che la alienarono con atto del 29 maggio 1780 alla famiglia pistoiese dei Tonini, per poi essere ceduta ai Maggi di Livorno nel 1821, come ricostruisce la voce Wikipedia dedicata alla villa.

Il mistero di Isabella de' Medici

La villa deve parte della sua fama alla vicenda di Isabella de' Medici, figlia di Cosimo I: la villa, dichiarata dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell'Umanità nel 2013, deve in parte la sua fama alla tragica vicenda di Isabella de' Medici, morta a Cerreto nella notte fra il 15 e il 16 luglio 1576, secondo quanto riporta il sito della Direzione regionale Musei nazionali Toscana.

Per lungo tempo una tradizione letteraria romantica ha raccontato che Isabella sarebbe stata strangolata da sicari su disposizione del marito geloso, il duca Paolo Giordano Orsini. Secondo la stessa fonte ufficiale, però, studi recenti hanno fatto luce sulla vita di Isabella, sfatando la leggenda di nefandezze e sregolatezze; le cause della sua morte si devono, presumibilmente, a una gravissima forma di idropisia, una grave occlusione renale. All'interno della villa, il ritratto a figura intera di Isabella ricorda il luogo dove presumibilmente essa venne assassinata e fino al saccheggio compiuto durante la seconda guerra mondiale si conservava anche quello che era ritenuto il cappio usato per l'assassinio.

Cosa si vede: dalla villa al museo della caccia

Al piano terra e nobile della villa sono conservati ritratti della famiglia Medici, arredi di varia epoca e una selezione di opere provenienti dall'eredità dell'antiquario Stefano Bardini. Tra i pezzi più noti figurano un ritratto a figura intera di Cosimo I nell'abito dell'incoronazione a granduca (1570) e il ritratto di Isabella de' Medici, accanto ad arazzi delle manifatture granducali, come indicato dalla scheda del museo statale.

Al primo piano è allestito, dal 2002, il Museo Storico della Caccia e del Territorio che ospita una raccolta di armi, principalmente da caccia e da tiro, dei secoli XVII-XIX. Il museo fu inaugurato il 28 settembre 2002 ed è dedicato alle armi soprattutto da caccia e da tiro, in parte provenienti dall'eredità Bardini, in parte dalle armi dismesse dalle autorità di polizia, in parte provenienti da depositi, donazioni e prestiti temporanei, secondo quanto riportato dal portale Museionline. Il percorso comprende anche curiose testimonianze iconografiche e un casino da caccia d'epoca lorenese, come precisa la Direzione regionale Musei nazionali Toscana.

Orari, visite e biglietti

Dal sito ufficiale di cultura.gov.it risultano questi orari e tariffe in vigore:

Voce Dettaglio
Giorni e orari Martedì - domenica, 8:30 - 17:30 (ultimo ingresso 17:00); lunedì chiuso
Visite guidate A cura dello staff, senza prenotazione, fino a 25 persone, alle ore 9:00, 10:00, 11:00, 12:00, 15:00, 16:00
Biglietto intero 8 euro
Biglietto ridotto (18-25 anni) 2 euro
Biglietto cumulativo con Villa di Poggio a Caiano e Museo della Natura Morta 10 euro, validità 12 mesi, un ingresso per sito
Abbonamento annuale solo Cerreto Guidi 16 euro, ingressi illimitati
Chiusure Lunedì e 25 dicembre

Il biglietto comprende la visita guidata. Restano valide riduzioni e gratuità secondo le norme di legge previste per i musei statali. L'indirizzo è via dei Ponti Medicei 7, a Cerreto Guidi; per informazioni il numero è +39 0571 55707, con email drm-tos.villamediceacerretoguidi@cultura.gov.it, mentre per prenotazioni di gruppo è attivo il call center 800.615.615 (dall'estero 055 035 41 35, tutti i giorni dalle 8 alle 19), come indicato dal sito del museo.

Eventi legati a Isabella de' Medici

Ogni anno a luglio il Comune di Cerreto Guidi organizza "La Notte di Isabella", rievocazione storica dedicata alla figura di Isabella de' Medici Orsini, con aperture straordinarie serali della villa, come documentato dalle pagine eventi della Direzione regionale Musei nazionali Toscana. Per le date e i dettagli dell'edizione in corso conviene verificare il calendario aggiornato sul sito ufficiale del museo, poiché orari e programma possono variare di anno in anno.

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