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Decreto scuola, Fratelli d'Italia Firenze replica a Funaro e Albanese

I consiglieri comunali di Fratelli d'Italia difendono il decreto sul tetto del 30% di alunni stranieri e rispondono alle critiche di sindaca e assessora.

Decreto scuola, Fratelli d'Italia Firenze replica a Funaro e Albanese
Foto Assianir / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • I consiglieri FdI Sirello, Chelli, Draghi e Gandolfo difendono il decreto-legge 170/2026 sul tetto del 30%
  • Replicano alle critiche della sindaca Funaro e dell'assessora Albanese
  • Il decreto si applicherà dall'anno scolastico 2027/2028 e riguarda categorie specifiche di studenti
  • Il Comune di Firenze aveva aderito a un manifesto nazionale contro la misura

Il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia a Palazzo Vecchio torna sul decreto scuola che introduce il tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi, respingendo le critiche mosse nei giorni scorsi dalla sindaca Sara Funaro e dall'assessora all'Educazione Benedetta Albanese. A firmare la nota sono i consiglieri Angela Sirello, capogruppo, insieme a Matteo Chelli, Alessandro Draghi e Giovanni Gandolfo.

Secondo i consiglieri di FdI, per il gruppo la presenza di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi non è un problema; l'obiettivo è che ogni ragazzo possa capire le lezioni, partecipare e crescere insieme ai compagni, e la soglia del 30% riguarda categorie specifiche, considerando anche il precedente percorso scolastico. I consiglieri sostengono inoltre che l'assessora Albanese chieda investimenti sull'italiano omettendo i finanziamenti previsti dal provvedimento, e invitano Firenze a valorizzare i propri Centri di alfabetizzazione coordinandoli con scuole, servizi sociali e CPIA, ricordando che il decreto riguarda tutto il Paese.

La replica arriva dopo che il Comune di Firenze aveva aderito al manifesto, nato a Bologna, degli assessori all'Istruzione delle città italiane contrari al tetto del 30%. L'assessora Albanese aveva definito l'iniziativa un modo per sostenere il principio secondo cui la scuola non può essere il luogo dei tetti: non divide e non esclude, ma deve essere sempre di più il luogo in cui ci si adopera affinché ogni bambina e ogni bambino possa imparare e crescere insieme agli altri, sottolineando che l'inclusione non si governa con una soglia percentuale, ma si costruisce ogni giorno dando alle scuole gli strumenti per fare bene il proprio lavoro.

Il provvedimento al centro della polemica è il decreto-legge 170 del 30 settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e già in vigore. La norma prevede che a partire dall'anno scolastico 2027/2028 venga introdotta, per le classi prime, una soglia massima del 30% di studenti stranieri privi di una precedente frequenza scolastica pluriennale in Italia. Il limite, come chiarito da più analisi del testo, non si applica indistintamente a tutti gli alunni stranieri, ma prende in considerazione specifiche condizioni legate alla nascita e al percorso scolastico in Italia.

A Firenze, secondo i dati dell'Osservatorio scolastico regionale relativi al 2024/2025, circa il 18% degli studenti è privo di cittadinanza italiana, con percentuali che variano sensibilmente tra i quartieri cittadini.

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