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Sesto Fiorentino, la maggioranza contro il decreto scuola: "Dannoso e demagogico"

PD, PerSesto e Alleanza Verdi e Sinistra attaccano il provvedimento nazionale sul tetto agli alunni stranieri, chiedendo più fondi per l'inclusione.

Sesto Fiorentino: Consiglio comunale
In breve
  • Citato il dato sul finanziamento della scuola pubblica, fermo al 4,1% del Pil

I gruppi consiliari di Partito Democratico, PerSesto e Alleanza Verdi e Sinistra, che compongono la maggioranza del Comune di Sesto Fiorentino, hanno preso posizione contro il recente decreto scuola varato dal governo, definendolo in una nota congiunta un provvedimento "non solo inutile e inapplicabile in molti contesti, ma fortemente dannoso".

Il riferimento è al decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre su proposta del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, che introduce tra l'altro un tetto massimo del 30% di alunni stranieri non italofoni per classe nelle scuole primarie, medie e superiori. La misura, come chiarito dallo stesso ministero, entrerà pienamente in vigore dall'anno scolastico 2027/2028 ma riguarderà da subito i nuovi arrivi.

Secondo i gruppi di maggioranza sestesi, il decreto sarebbe "avvilente e offensivo per il lavoro di docenti e dirigenti scolastici" che quotidianamente costruiscono comunità scolastiche inclusive nel rispetto dei principi costituzionali. Nella nota si cita l'esistenza, anche nel territorio di Sesto Fiorentino, di scuole con un'alta presenza di alunni con background migratorio che hanno maturato "esperienze di eccellenza fondate sulla ricerca pedagogica e didattica", richiamando gli investimenti regionali su progetti come Leggere Forte e i Laboratori del Sapere Scientifico.

I tre gruppi definiscono l'impostazione del decreto "demagogica" sui temi dell'uguaglianza e dell'inclusione, e la accusano di legittimare "una visione securitaria, xenofoba e disumanizzante".

Le richieste della maggioranza

Nel documento si sottolinea come la scuola pubblica italiana soffra di un finanziamento fermo al 4,1% del Pil, a fronte di una media europea superiore al 4,7%. Con risorse adeguate, secondo PD, PerSesto e AVS, si potrebbero invece finanziare: più docenti di lingua italiana L2, scambi di esperienze e formazione mirata nelle scuole ad alta presenza di alunni stranieri, classi meno numerose, il raddoppio degli asili nido, l'estensione dell'obbligo scolastico alla scuola dell'infanzia, il tempo pieno su scala nazionale e l'apertura stabile delle scuole oltre l'orario scolastico in collaborazione con il terzo settore.

"Le scuole devono restare presidi democratici di uguaglianza", concludono i gruppi di maggioranza, annunciando l'intenzione di continuare a sostenere "la ricerca pedagogica, l'accoglienza e la qualità dell'istruzione pubblica" sul territorio comunale e a livello nazionale.

Non risultano, al momento, reazioni delle forze di minoranza in consiglio comunale sul tema.

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