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Firenze, all'Accademia due tavole restaurate del Maestro del 1416

Dal 6 ottobre al 14 marzo la Galleria dell'Accademia espone due tavole quattrocentesche dopo un lungo intervento di restauro.

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Foto Freepenguin / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • Esposizione dal 6 ottobre 2026 al 14 marzo 2027 al primo piano della Galleria dell'Accademia
  • In mostra due tavole del Maestro del 1416, pittore anonimo del primo Quattrocento fiorentino
  • Secondo appuntamento del progetto 'Opere restaurate in esposizione' dopo il Trittico di Spinello Aretino
  • Il restauro ha permesso di recuperare colori originali compromessi da vecchi interventi

Da martedì 6 ottobre 2026 al 14 marzo 2027 la Galleria dell'Accademia di Firenze, in via Ricasoli, ospita nelle sale del primo piano due tavole attribuite al Maestro del 1416, tornate visibili al pubblico al termine di un lungo intervento di restauro.

Le opere sono la "Madonna con Bambino e i santi Pietro, Antonio abate, Giuliano e Giovanni Battista" e la "Madonna con Bambino e otto angeli". A partire da martedì 6 ottobre e fino al 14 marzo 2027 le due tavole saranno riunite nelle sale del primo piano della Galleria dell'Accademia in un allestimento temporaneo che ne racconta la storia, le caratteristiche stilistiche e le vicende conservative.

Il secondo capitolo del progetto

L'esposizione è la seconda tappa di "Opere restaurate in esposizione", iniziativa di GAMB - Galleria dell'Accademia di Firenze e Musei del Bargello realizzata nell'ambito delle attività del Ministero della Cultura. Il progetto nasce con l'obiettivo di restituire al pubblico opere delle collezioni al termine di significativi interventi di recupero, offrendo al tempo stesso l'opportunità di conoscere il lavoro di ricerca e di cura che ne accompagna la conservazione. Dopo il Trittico di Spinello Aretino, il progetto presenta ora due tavole del Maestro del 1416.

Il nome convenzionale indica un pittore anonimo attivo a Firenze nel primo quarto del XV secolo. Con il nome di Maestro del 1416 viene identificato un pittore anonimo attivo a Firenze nel primo quarto del XV secolo, forse riconducibile a Bartolomeo di Pietro, il cui stile mantiene un legame con la tradizione neo-giottesca aprendosi al Gotico internazionale attraverso figure allungate e ricercate soluzioni cromatiche influenzate anche da Lorenzo Monaco.

Il percorso espositivo è accompagnato da materiali di approfondimento sulle indagini e sulle soluzioni adottate durante i lavori. Attraverso immagini e approfondimenti sono illustrate le principali problematiche conservative, le indagini effettuate e le soluzioni adottate durante i lavori di restauro. L'allestimento, curato dagli architetti Roberto Lembo e Giorgios Papaevangeliu, include un video sulle diverse fasi dell'intervento.

Il progetto riporta l'attenzione anche sul più ampio patrimonio dei "Primitivi" conservato dal museo. Il progetto richiama inoltre l'attenzione sul nucleo dei cosiddetti "Primitivi", i maestri che precedettero la piena affermazione del linguaggio rinascimentale e le cui opere costituiscono uno dei nuclei storici più importanti delle collezioni della Galleria dell'Accademia.

La Galleria dell'Accademia si trova in via Ricasoli 58-60 a Firenze; per orari e biglietti si rimanda al sito ufficiale del museo.

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