Crisi aziendali, la Regione Toscana presenta una legge e un fondo da 10 milioni
Presentata a Palazzo Strozzi Sacrati la proposta di legge regionale su prevenzione e gestione delle vertenze. Fondo iniziale da 10 milioni per ricollocazione dei lavoratori.

- Proposta di legge presentata a Firenze per la giunta, poi passaggio in Consiglio regionale
- Istituito un Fondo regionale per le emergenze occupazionali con dotazione iniziale di 10 milioni di euro
- Coinvolti settori in riposizionamento come moda e automotive
- Attualmente in Toscana 20 vertenze aperte per oltre 7.300 lavoratori coinvolti
FIRENZE – La Regione Toscana ha presentato questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati una proposta di legge per disciplinare in modo organico la gestione e la prevenzione delle crisi aziendali, accompagnata dall'istituzione di un fondo regionale dedicato alle emergenze occupazionali. Il provvedimento, illustrato nella seduta odierna di giunta prima del passaggio in Consiglio regionale, è stato presentato dal presidente Eugenio Giani, dall'assessore al lavoro Alberto Lenzi, dall'assessore alle attività produttive Leonardo Marras e dal consigliere speciale per le crisi industriali Valerio Fabiani.
Secondo quanto comunicato dalla Regione, si tratta di una cornice legislativa per codificare in modo organico il modello toscano di gestione e prevenzione delle vertenze aziendali sviluppato in questi anni, e per dotare la Regione di nuovi strumenti in difesa del lavoro, iniziativa definita inedita nel panorama legislativo regionale italiano. "Puntiamo a rendere il nostro modello regionale di intervento sempre più capace di operare sui diversi fronti della tutela del lavoro e del nostro sistema produttivo e industriale", ha dichiarato il presidente Giani, spiegando che la Regione ha ritenuto utile, unica in Italia, adottare un provvedimento che introduca nuove leve per fronteggiare le emergenze occupazionali, per prevenirle, per attrarre nuovi investitori.
Il fondo e i settori coinvolti
L'assessore Lenzi ha collegato la necessità della norma al riposizionamento di importanti settori dell'economia regionale, come tra gli altri la moda e l'automotive, sottolineando che il tessuto produttivo toscano è contraddistinto da piccole e medie imprese che non presentano i criteri per l'apertura di tavoli nazionali. Tra le misure principali, l'istituzione di un Fondo regionale per la gestione delle emergenze occupazionali, con una dotazione iniziale di circa 10 milioni di euro, le cui risorse saranno destinate alla ricollocazione e al reinserimento dei lavoratori coinvolti nelle crisi.
Il quadro delle vertenze in Toscana
La proposta arriva mentre la Regione gestisce una mappa articolata di situazioni di difficoltà aziendale. Secondo i dati più recenti relativi all'Unità di Crisi Lavoro, dall'inizio dell'attuale legislatura sono stati 62 i casi risolti positivamente, a tutela di 7.500 lavoratori, mentre risultano attualmente 20 i tavoli di crisi aperti o di recente convocazione, per complessivi 7.350 lavoratori coinvolti incluso l'indotto. Tra i punti qualificanti del testo anche il potenziamento del monitoraggio preventivo delle crisi d'impresa, il sostegno ai percorsi di Workers buyout e il coinvolgimento dell'Agenzia regionale per il lavoro Arti nella formazione dei lavoratori coinvolti nelle vertenze, compresi stagionali e precari dell'indotto.



