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Il Mugello nella storia della scienza: dalla salamandrina alla gallina Mugellese

Nei boschi del Mugello la storia naturale si intreccia con la scienza: dalla salamandrina dagli occhiali alla gallina Mugellese, fino ai fossili del Pleistocene.

Noordelijke brilsalamander northern spectacled salamander Salamandrina perspicillata
Foto Bouke ten Cate / Wikimedia Commons, CC BY 4.0
In breve
  • Nel Pleistocene inferiore la conca del Mugello ospitava un lago, da cui sono emersi fossili di vertebrati e molluschi

Tra i boschi e i torrenti del Mugello si nasconde un legame con la storia della scienza che attraversa oltre due secoli, unendo la vallata toscana a pagine importanti della zoologia e della paleontologia.

Una vallata come "atto di nascita" di una specie

Nei grandi repertori di tassonomia zoologica, ogni specie animale porta con sé una "località tipica", ovvero il luogo da cui proviene l'esemplare usato per descriverla scientificamente per la prima volta. Si tratta di un riferimento che serve agli studiosi per confrontare popolazioni diverse e ricostruire l'identità originaria di una specie.

Per la salamandrina dagli occhiali, l'American Museum of Natural History riporta ancora oggi il riferimento alla descrizione fatta dallo zoologo Paolo Savi, con indicazione dell'Appennino toscano e, in particolare, del Mugello come luogo di origine.

La Salamandrina perspicillata

La Salamandrina perspicillata appartiene a un genere di anfibi presente solo in Italia e vive lungo la dorsale appenninica, in ambienti umidi e ombrosi vicino a ruscelli e piccoli corsi d'acqua nei boschi. Per molto tempo le popolazioni italiane sono state considerate un'unica specie, finché nel 2005 alcune analisi genetiche pubblicate in sede scientifica ne hanno distinto due linee: una centro-meridionale e una centro-settentrionale, quest'ultima legata al nome dato da Paolo Savi e conosciuta tra gli studiosi anche come salamandrina di Savi. Si tratta di un piccolo anfibio schivo, riconoscibile per il caratteristico disegno chiaro attorno agli occhi.

La gallina Mugellese e i fossili del Pleistocene

Il nome della vallata compare anche nel mondo dell'allevamento, con la gallina Mugellese, razza nana originaria del territorio e diffusa nelle campagne fino alla metà del Novecento: il gallo pesava circa 800 grammi, la gallina 700. Con l'arrivo degli allevamenti moderni molte razze locali furono messe da parte, ma negli ultimi anni alcuni allevatori hanno lavorato al recupero della Mugellese, fissando uno standard che comprende il caratteristico collo dorato, anche se il riconoscimento federale non risulta ancora completato.

La storia naturale della vallata risale anche al Pleistocene inferiore, quando la conca del Mugello ospitava un lago. Dai sedimenti depositati sulle sue rive, studiati dai paleontologi dalla fine dell'Ottocento, sono emersi fossili di vertebrati e molluschi oggi estinti.

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